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Trans-Himalayana 2016 partiti!

Partita una settimana fa, la spedizione di Dario Scotti con due accompagnatori, è approdata oggi a Teheran. “Sono stati sette giorni emozionanti e faticosissimi che ci hanno regalato ricordi indelebili – racconta Dario Scotti – Tra qualche giorno saremo a Delhi, per ricongiungerci con tutto il gruppo, che con me partirà alla volta dell’Himalaya”.


A cavallo delle rombanti Royal Enfield Bullet Classic, sono stati percorsi ben 2.600 km: lungo la costa del Mar Nero, poi nell’Anatolia centrale, nella Turchia più vera; poi ancora verso l’Armenia, attraverso un susseguirsi di meraviglie, una gran varietà di paesaggi: dalla costa vergine e mozzafiato, fatta di montagne con una ricca vegetazione che arrivano al mare, con spiagge bianchissime, accecanti, alle coste meno selvagge fatte di alture più dolci ma più brulle, digradanti verso un mare verde brillante, per raggiungere una delle città più storiche della Turchia, Trebisonda. Da qui, oltre 500km verso il confine con l’Armenia. Il primo tratto … pare la Svizzera, talmente conquista il paesaggio montano: prima un altopiano, con tantissimi abeti, e poi un susseguirsi di passi di montagna, di altezza variabile – 2mila, 3mila e poi mille metri – in un “sali scendi” fatto di monti, valli e canyon: una natura spettacolare! Dopo, la steppa dell’Anatolia, con le sue affascinanti montagne color sabbia, fino al primo vero assaggio del “sentiero tra le nuvole”, passando sotto l’Ararat: il gigante di 5metri che nel 2007 proprio Scotti scalò con un gruppo di amici pavesi, e il cui ricordo rappresenta uno stimolo per questa ed altre avventure che si sono susseguite negli anni.


Vicino al confine armeno, la zona è molto militarizzata. C’era da aspettarselo: non si respira molta distensione, seppur il transito avviene in assoluta tranquillità, ma d’altronde i tanti, troppi avvenimenti che hanno fatto la storia da queste parti un segno lo lasciano eccome! L’ultimo tratto porta alla frontiera con l’Iran: un po’ un passaggio tra due mondi. Il passaggio dal noto all’ignoto … L’ingresso vero e proprio nel Paese ha il sapore di un film: un cancello gigantesco si apre e si richiude pesantemente alle spalle di chi entra. La sensazione è un po’ da brivido, ad effetto, di quelle che non si potranno scordare. Per arrivare fino a Teheran, si fa tappa a Tabriz: 190 km dal confine, che testimoniano una differenza enorme rispetto a ciò che la Turchia ha lasciato negli occhi: lì, un paese rivolto alla modernità pur nel grande rispetto delle proprie tradizioni; qui, anni di embargo hanno lasciato un segno profondo. Un salto all’indietro di un buon mezzo secolo, compensato da panorami mozzafiato nella loro purezza incontaminata.


Un diario di viaggio puntuale è disponibile sulla pagina facebook dedicata: https://www.facebook.com/RisoScottiFeedtheplanet/?fref=ts e sul sito http://www.darioscotti.it/diario.php
“Abbiamo incontrato ovunque una grande accoglienza, una disponibilità aperta e generosa; grande curiosità per noi – sono pochissimi quasi nulli i turisti – e ancor di più per le moto, che sono ancora più rare dei turisti! – così testimonia Dario Scotti, raccontando gli incontri degli scorsi giorni – Ho avuto qualche guaio tecnico lungo il tragitto, e ho sempre trovato meccanici pronti ad intervenire, aprendo l’officina anche di domenica”.
Le Royal Enfield si sono rivelate perfette per il sistema stradale affrontato; rispondono benissimo alle sollecitazioni anche su percorsi misti e tratti sconnessi. Agli appassionati motociclisti, che in tanti stanno seguendo il viaggio, si può confermare che la Bullet Classic è una vera “macina chilometri” e consente di tenere una media costante di 80km/h, con punte a 100, mantenendo per altro un ottimo confort, al riparo dalle temute vibrazioni!
Il racconto riprenderà in India, e sarà raccontato direttamente dalla redazione della rivista Dove, sul canale viaggi del Corriere della Sera http://risoscotti.viaggi.corriere.it/. Qui, dal 17 settembre, sarà ancora possibile partecipare al viaggio con gli occhi dei protagonisti, seguendo il gruppo di motociclisti che attraverserà la regione del Ladakh, il grande rifugio del Buddhismo Mahayana, passando per i passi di montagna himalayani, in una terra ghiacciata per otto mesi all’anno e riarsa per gli altri quattro. La spedizione Riso Scotti raggiungerà i confini del Kashmir, e visiterà il piccolo villaggio di Choglamsar, a 10 km dal distretto di Leh. Qui, devolverà materiale scolastico e riso necessari per un anno di fabbisogno agli alunni della scuola Lingshed Area Development Foundation, fondata dal Lama Changchub, che accoglie bambini dai 6 ai 16 anni.
L’iniziativa si inerisce in un progetto di respiro internazionale di impegno per lo sviluppo sostenibile che Riso Scotti si è assunto a seguito della partecipazione alla Fiera Universale Expo Milano 2015. Il Gruppo ha infatti deciso di impegnarsi attivamente con iniziative coerenti nelle terre dove il riso sfama e ricopre un ruolo sociale e culturale oltre che economico. L’obiettivo, quest’anno, è quello di unire l’eccellenza del riso italiano e l’eccellenza del riso Basmati, due culture straordinarie dove il riso è simbolo di sviluppo. L’iniziativa, che nasce come momento di forte coesione del team Scotti e di acquisizione di cultura condivisa, rappresenta un nuovo modo di costruire il valore d’impresa.
“Ho realizzato l’anno scorso, respirando per mesi il clima e lo spirito di Expo Milano 2015, che ci possono essere nuovi e più sostenibili modi di fare impresa – conclude Scotti – Riso Scotti è un’Azienda che da oltre 150 anni crea valore e cultura nel riso, e ci proponiamo di aggiungere sempre maggiore conoscenza, attraverso un confronto ed una ricerca continui: con la nostra esperienza e i nostri prodotti intendiamo raggiungere quelle realtà nelle quali il riso è centrale per l’alimentazione, nel tentativo di contribuire alla massima diffusione e sviluppo di un cereale che ha mille qualità e che è fondamentale per il benessere quotidiano”.



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